Fiera di Senigallia o di Senigaglia? Poco importa. E’ di domenica

Immagine 3.pngAnche Milano ha la sua Porta Portese o il suo Portobello. O meglio l’aveva, perché ormai la Fiera di Senigaglia (o Senigallia secondo alcuni) è un lontano ricordo di quella che era un tempo, quando le bancarelle si stendevano lungo le rive della Darsena, il vecchio porto di Milano, incrocio tra navigli. Oggi la Fiera di Senigallia (o Senigaglia?) è in zona Porta Genova, in uno spazio dove le bancarelle sono tutte ben ordinate in file precise e dove è difficile trovare ambulanti non autorizzati o bancarelle volanti con piccolo artigianato.

Naturalmente Senigaglia (o Senigallia?) ha ancora il suo fascino, con le anticaglie, l’abbigliamento tra il vintage e il punk-rock, vecchi libri ed LP, articoli etnici e di rigatteria, monete e oggetti di collezionismo. E’ ancora e sempre un centro di svago e di socialità, dove giovani punk-rock-emo e vecchi sessantottini possono ancora raccontarsi.

La fiera ha un suo sito, in cui si recrimina un po’ perché “Il decentramento della Fiera di Sinigaglia, riflette la politica che sta trasformando profondamente il quartiere Ticinese ed altri quartieri storici, distruggendo tutte le piccole realtà commerciali, artigiane e culturali e dando solo spazio ad una Milano esclusiva rappresentata dalle lobbies della moda, lobbies immobiliariste, ecc.”

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